Pubblicato il 1 agosto 2026 · 3 min di lettura

Quarant'anni fa il postino aveva un nome e un orario. Nei paesi lo si aspettava dietro la finestra, d'inverno gli si offriva un caffè, e ripartiva con le notizie della frazione accanto. Oggi va in bici elettrica o guida un furgoncino giallo, porta più pacchi che lettere, e il suo giro è cronometrato. È cambiata la scenografia, non il gesto: qualcuno prende la tua cartolina e la infila in una cassetta, a centinaia di chilometri da dove l'hai scritta.
Il mestiere nasce davvero nel 1830. Una legge aveva appena imposto che la posta arrivasse ovunque, anche nei comuni che non avevano mai ricevuto niente. Migliaia di portalettere di campagna si mettono in cammino a piedi, una trentina di chilometri al giorno, a volte per consegnare due o tre lettere. Diventano presto molto più che semplici corrieri: leggono le lettere a chi non sa leggere, annunciano nascite e lutti, raccontano quello che hanno visto alla cascina più in basso. In molte campagne il postino è l'unica visita della settimana.
Il volume delle lettere si è ridotto di due terzi in una quindicina d'anni, sostituito dai pacchi. Lo smistamento è automatico e il giro è ottimizzato al metro. Nel frattempo il mestiere si è allargato in modo curioso: alcuni portalettere passano a trovare le persone anziane, leggono i contatori, consegnano medicinali. Gli si chiede di rifare quello che facevano già nel 1850, tenere insieme le persone, ma con uno smartphone in mano.
Quando ordini una cartolina non pensi a questa catena. Eppure esiste: la tua foto viene stampata, affrancata, smistata e poi affidata a qualcuno che conosce la via, il palazzo e la cassetta con il nome mezzo scolorito. È anche per questo che una cartolina fa un effetto che nient'altro riesce a fare. Ha viaggiato, e una mano l'ha portata. Da noi si parte da 2,49 € tutto compreso, stampa e francobollo inclusi. Il resto del viaggio lo fa il postino.